02 maggio 2007

Finalmente qualcosa si muove

Recentemente la Dell ha annunciato che inizierà la distribuzione di notebook con preinstallato il sistema operativo Linux, più precisamente la recente Ubuntu 7.04 Feisty Fawn.

Chiaramente ciò non sconvolgerà il mercato, troppo pochi ancora i produttori che offrono questa possibilità e forse troppo pochi gli utenti che la utilizzeranno, ma è importante leggere tra le righe di questo annuncio una tendenza al cambiamento.

E' un segno incoraggiante per chi collabora alla creazione e diffusione di Ubuntu o distribuzioni Linux in genere.

30 ottobre 2006

Edgy Eft 6.10

Qualche giorno fa, precisamente il 26 ottobre 2006 è uscita la nuova release di Ubuntu, la 6.10 Edgy Eft.

A soli quattro mesi di distanza dalla precedente release era lecito non aspettarsi stravolgimenti o variazioni eclatanti, troppo poco tempo a disposizione degli sviluppatori.

La nuova release contiene le versioni aggiornate di tutti i pacchetti installati così come del kernel, gnome, etc., aggiornamenti estetici, nuovo tema e inoltre getta le basi per le evoluzioni future riguardanti le nuove tendenze nei sistemi desktop.

Una delle novità fondamentali, forse quella che caratterizza più di altre la Edgy è l'adozione di upstart, sostituto di init, ovvero del processo principale del sistema.

Upstart è un sistema "event-based". Tutti i processi possono interagire con il demone segnalando il proprio stato, realizzando un parallelismo gestito tramite "dipendenze".

Secondo Scott James Remnant, responsabile del progetto, upstart nell'immediato incrementerà la velocità del processo di avvio.
In seguito upstart sostituirà anche crond, inetd, etc. incrementando ulteriormente le prestazioni del sistema e la semplicità di utilizzo.

05 gennaio 2006

Divagazioni sulle libertà e il rispetto delle diversità

Spesso nel mondo GNU/Linux si assiste ad animate discussioni sul rispetto rigoroso della filosofia opensource, sulla demonizzazione di chi usa sistemi operativi proprietari o strumenti software per emulare ambienti operativi proprietari per eseguire software altrettanto proprietari.

Queste dispute si rivelano molto accese, probabilmente per la passione di chi le discute. Passione che poi è alla base dello sviluppo di GNU/Linux e del software scritto per lui.

Qui vorrei fare qualche riflessione a riguardo.

Io credo che il software opensource, abbia tutta una serie di vantaggi che è inutile elencare e discutere.
Non si può non essere d'accordo sulla bontà dei suoi assiomi: libertà di eseguire, studiare, distribuire, migliorare.

Bisogna però, dal mio punto di vista, assumere un atteggiamento più comprensivo nei confronti di chi, per cultura o per necessità, al momento non usa o non conosce alternative.

Di solito le discussioni avvengono nei confronti di chi si sta "staccando" da un sistema proprietario e al momento, comprensibilmente, ha un piede da questa parte ed un altro da quella parte della barricata. Il suo stato d'animo è comprensibile, si ha sempre difficoltà ad abbandonare qualcosa che si conosce per qualcosa che ancora non si conosce anche se si intuisce possa essere migliore.

Le difficoltà di migrazione da un S.O. proprietario a GNU/Linux, tralasciando quelle psicologiche e di adattamento, sono in genere di due tipi:
  • utilizzo di software che si conosce, strumenti che di solito si utilizzano per le normali attività;
  • utilizzo di software proprietario, cioè sviluppato da terze parti per la propria attività, applicazioni gestionali, verticali etc;
La prima difficoltà in genere è superabile trovando ed imparando un pacchetto equivalente. Nel parco software disponibile ad esempio per distribuzioni Debian e sue derivate, circa 18.000 pacchetti, questo non è in genere difficile.

La seconda difficoltà invece è un po' più complicata da risolvere, raramente software applicativi verticali vengono "portati" su altri S.O. o piattaforme.

Una possibile soluzione in questi casi può essere offerta da pacchetti emulatori di altri ambienti operativi come Wine, CrossOver Office, etc., che permettono di installare ed eseguire in ambiente Linux programmi scritti per Windows.

L'utilizzo di questi emulatori, comunque, andrebbe limitato ai casi in cui non è disponibile una alternativa soddisfacente.

Sposare Linux, la sua filosofia, prevede anche sposare i suoi pacchetti che, anche se in alcuni casi possono essere inferiori ai pacchetti equivalenti di altre piattaforme, sono sviluppati e forniti all'utente nel rispetto delle libertà alla base della sua filosofia.

Questi obiettivi si raggiungono evitando di denigrare, demonizzare chi al momento la pensa diversamente, ma ragionando, analizzando e confrontando le diversità.

Se su Linux si sbandiera la libertà come idea fondamentale non possiamo non rispettare le altrui libertà.

22 dicembre 2005

Bum e Baobab: continuano i riscontri positivi

Bum e Baobab continano a ricevere apprezzamenti da parte degli utenti GNU/Linux.

Bum e Baobab sono due tools, realizzati da Fabio Marzocca (TheSaltyDog), un membro della comunità italiana di Ubuntu e del LoCoTeam italiano.


Bum è un tool grafico per la gestione dei runlevels di un sistema Linux derivato da Debian. Attivare/disattivare un servizio diventa un'operazione semplice e sicura. Si pone come frontend grafico del comando update-rc.d, ostico da utilizzare per gli utenti inesperti.


Baobab è invece un tool grafico che gira in ambiente Gnome per la visualizzazione ed analisi della struttura delle directory del sistema. Consente di analizzare l'intero filesystem o il ramo di una directory scelta dall'utente. E' anche possibile effettuare ricerche di files.

Con piacere scrivo queste poche righe come ringraziamento per il lavoro svolto da Fabio a favore del mondo degli utilizzatori Linux. E' grazie a contributi come questi che si aumentano le possibilità di penetrazione di Linux in ambito desktop.

Inoltre dietro la realizzazione di questi tools si nota la filosofia che c'è dietro al mondo opensource. Linux è un sistema operativo che chi è in grado può adattare alle proprie esigenze contribuendo allo sviluppo, rendendolo migliore per se e per gli altri.


Per chi volesse leggere altre opinioni, elenco alcuni articoli, opinioni, reperibili in rete:

Baobab:
http://opensource.weblogsinc.com/2005/12/14/baobab-a-cool-gui-for-rooting-out-hard-disk-hogs/
http://ubuntu.wordpress.com/2005/10/25/baobab-graphically-analyze-file-trees/
http://linmagazine.co.il/baobab
http://directory.fsf.org/baobob.html

Bum:
http://lxer.com/module/newswire/view/38107
http://www.linuxjournal.com/node/8322/print
http://www.prendreuncafe.com/blog/2005/06/19/154-pelletee-de-liens-du-19-06-2005#co

13 dicembre 2005

Linus Torvalds si scaglia conto Gnome

In un thread riguardante l'interfaccia di stampa di Gnome Mr. Linux, Linus Torvalds è intervenuto con commenti forti e piuttosto critici su Gnome.

Sintetizzando, Linus critica lo staff dicendo che Gnome è diventato una interfaccia stupida perchè rivolta ad utenti stupidi. Critica aspramente l'intero progetto ritenendo che la ricerca della semplicità ha fatto perdere di vista lo scopo dell'interfaccia, cioè fare quello che gli utenti si aspettino che faccia. Le continue semplificazioni, a suo modo di vedere, riducono le potenzialità dello strumento grafico.

Linus conclude con il consigliare agli utenti di non usare Gnome.

Il thread ha ovviamente suscitato l'intervento di esponenti del mondo Kde e Gnome, tra cui Jeff Waugh, il cui intervento ha cercato di chiarire il punto di vista dello staff di Gnome, per il quale, cercare di creare una interfaccia usabile non significa immaginarla per utenti stupidi.

E' possibile leggere l'intero thread a questo indirizzo:
http://lists.osdl.org/pipermail/desktop_architects/2005-December/000389.html

11 novembre 2005

Ubuntu ottiene la certificazione IBM DB2

Da un recente comunicato si legge che:

“Collaborando strettamente insieme, IBM e Ubuntu hanno dimostrato come DB2 e Ubuntu forniscano un ambiente stabile su cui far girare applicazioni business che utilizzano il database DB2″.

Dopo il rilascio di una versione Server, questa certificazione consente ad Ubuntu di competere con distribuzioni ormai affermate nel settore Enterprise quali Suse, Red Hat, etc.

08 novembre 2005

Il progetto GNU e il Free Software

Negli anni 80, Richard M. Stallman elencò i 4 principi o libertà alla base del software libero:
  • Libertà 0 (libertà fondamentale):
  • La libertà di eseguire il programma per qualunque scopo, senza vincoli sul suo utilizzo.

  • Libertà 1:
  • La libertà di studiare il funzionamento del programma, e di adattarlo alle proprie esigenze.

  • Libertà 2:
  • La libertà di redistribuire copie del programma.

  • Libertà 3:
  • La libertà di migliorare il programma, e di distribuirne i miglioramenti.

Sulla base di questi principi, nel 1984 Richard M. Stallman diede vita al progetto GNU e fondò la Free Software Foundation, una organizzazione per offrire un supporto logistico e legale al progetto GNU.